Metto on line questa Anteprima della traduzione per consentire agli AMICI di leggerla e segnalarmi i passaggi più ostici, in modo da poterla migliorare prima di inviarla alla casa editrice.
Cosa è l’uomo? (pagine 13 - 26)
Il ricercatore e indagatore della conoscenza che desideri occuparsi delle cause o dei metodi di trattamento della malattia della demenza può giungere ad importanti risultati anche senza una specifica formazione in medicina. Ci si può sorprendere, si può anche dubitare del fatto che proprio la demenza sia una di quelle malattie che, finora, vengono considerate inguaribili e di cui la medicina accademica o anche la medicina in generale, fino ad oggi, ha poco da dire. Questo contributo che qui vi presentiamo vuole mostrare la necessità che anche chi non è medico si occupi della malattia della demenza, poiché la diffusione e il decorso della malattia sembra essere collegato allo sviluppo della nostra coscienza dell’essere umano.
Una tale coscienza dell’essere umano, della sua vera natura esteriore ed interiore, si può ottenere col proprio lavoro se si inizia ad osservare questo essere umano – a conoscere se stessi – con i mezzi della scienza dello spirito antroposofica. Ogni uomo può praticare la scienza dello spirito antroposofica. Non c’è bisogno di una speciale qualifica. Si è qualificati per il semplice fatto di essere umani. Perché con la scienza dello spirito antroposofica non si tratta prima di tutto di ricercare lo spirito, ma per mezzo dello spirito indagare il mondo e l’uomo. Poiché l’essere umano ha a disposizione questo spirito, noi siamo attrezzati nel migliore dei modi per un lavoro di ricerca antroposofica, purché apportiamo la nostra buona volontà.
Certo ci si può lavorare nella scienza dello spirito antroposofica per raggiungere le conoscenze superiori, come nel caso di ogni attività scientifica. La Scienza dello Spirito antroposofica può essere esercitata da ognuno perché essa abbraccia ogni campo del pensabile di cui un essere umano potrebbe interessarsi e perché essa inizia sempre con l’osservazione, che può essere praticata da chiunque, anche da chi è privo di una formazione scientifica. La condizione indispensabile di ogni serio lavoro scientifico è la precisa osservazione di tutte le cose, fenomeni ed eventi, senza un giudizio avventato su ciò che si osserva.
Ogni uomo può esercitarsi osservando le cose e gli eventi intorno a lui, a cominciare dai più piccoli e familiari (come l’osservazione del processo del crescere e dell’appassire di un fiore), per arrivare a fenomeni con i quali non si era mai confrontato prima (come per esempio il decorso della malattia di pazienti affetti da demenza). In entrambi i casi, sia in ciò che apparentemente ci risulta familiare, che in ciò che non abbiamo mai visto prima, possiamo pretendere di esercitare la più grande attenzione, poiché se una volta si osserva in pace un evento noto da molto tempo, senza l’usuale e avventato valutare o giudicare, si scopriranno molte cose di cui prima non si era ancora venuti a conoscenza e tanto più accadrà per un fenomeno che ci risulta interamente sconosciuto.
Durante una tale precisa osservazione, in cui si cerca di respingere tutto ciò che è avventato sapere (e saperlo meglio), ci appariranno delle connessioni che ci faranno capire che tutte le cose e gli eventi osservati sottostanno ad un cambiamento, per quanto lento o veloce che sia, comunque continuo, che devono essere pervasi da effetti e da forze invisibili ma presenti. Poco a poco giungiamo alla certezza che accanto al mondo terreno visibile ce ne deve essere un altro invisibile e spirituale, dal quale questi effetti e queste forze vengono prodotti – come per esempio l’impulso che fa crescere o appassire la pianta o l’invisibile ma innegabilmente presente intenso e unico sentimento di amore o anche di avversione, ribrezzo, ripugnanza.
Attraverso questi esercizi di osservazione, semplici ma eseguiti con serietà, si arriverà a riconoscere il mondo spirituale come onnipresente, è questo mondo a compenetrare il nostro mondo materiale esteriore visibile e noteremo che tutto ciò che noi percepiamo attraverso i nostri organi sensoriali dal mondo esteriore è vivificato dal mondo spirituale.
Compito della scienza dello spirito antroposofica è dunque prima di osservare e poi di sondare l’essere del mondo e cercare di capire l’essere dell’uomo, così come sono, cioè nella loro natura esteriore e nelle loro connessioni spirituali. La scienza dello Spirito antroposofica studia le stesse cose delle scienze naturali, solo che non lo fa attraverso la provetta, ma per mezzo di una percezione spirituale affinata.
Per uno studio fondamentale dei rapporti tra il mondo esteriore con il mondo spirituale c’è bisogno anche di altri organi di percezione oltre a quelli dei sensi. Ma semplici esercizi, come gli esercizi di osservazione sopra menzionati, portano ad una formazione di tali organi soprasensibili attraverso l’analisi di quello che avviene nell’anima durante la pura osservazione . C’è da notare, inoltre, che la formazione degli organi sovrasensibili avviene secondo le stesse chiare leggi che regolano la formazione degli organi sensibili. Ma anche i risultati e le affermazioni che risultano dall’utilizzo degli organi sovrasensibili possono essere confrontanti con i risultati e le affermazioni che facciamo dopo aver utilizzato gli organi sensibili. Così come due persone ragionevoli non discuteranno sul fatto che il cielo di regola è blu e non verde, allo stesso modo due persone che utilizzano gli organi sovrasensibili non discuteranno sul fatto che esistono esseri senza un corpo fisico, che vivono cioè nel mondo sovrasensibile, tra i quali va annoverato anche l’uomo, se non è incarnato, ossia quando vive tra la morte ed una nuova nascita.
Se si considera l’uomo dal punto di vista antroposofico, risulta una certa discrepanza con le concezioni di alcuni scienziati. Perché la scienza dello spirito considera l’uomo come un essere spirituale. Questo essere spirituale ha la sua patria nel mondo spirituale e si collega con la corporeità fisica attraverso l’incarnazione, e cioè al momento del concepimento nel grembo materno. La corporeità fisica gli serve dunque da strumento per poter vivere nel mondo fisico – materiale e per poterlo rielaborare. L’uomo è dunque una parte di questo mondo spirituale e continua ad esserlo anche quando viene generato. Si può dire che l’uomo terreno è almeno tanto un essere spirituale quanto è un essere materiale – si, in fondo il rapporto sta addirittura tre a uno. Perché chi indagherà e descriverà l’essere umano dal punto di vista della scienza dello spirito constaterà che l’essere è costituito da quattro diverse membra, di cui però solo una è un corpo fisico materiale che noi possiamo osservare nello specchio.
Il corpo fisico, materiale che noi possiamo sentire, toccare è il primo membro del nostro essere, che noi tutti conosciamo. Contiene i nostri organi, che possono anche degenerare quando vengono colpiti da una malattia, e che possono essere tolti in una operazione chirurgica manuale. Questo corpo materiale ha in se, preso singolarmente, le stesse qualità del regno minerale. Si tratta di una materia che – se non fosse da altro compenetrata – sarebbe così rigida e senza vita come una pietra. Ma l’uomo ha a disposizione, oltre a questo corpo fisico anche un altro corpo che la scienza dello spirito chiama “Corpo della vita” o “corpo eterico”. Questo corpo, invisibile agli organi di percezione sensoria, lavora come una forza vivificante negli organi del corpo fisico e li mette in condizione di funzionare. Questo corpo della vita o corpo eterico lo abbiamo in comune con il mondo vegetale. Anche la pianta possiede un corpo materiale, che si può toccare come una pietra, ma cresce e si volta e appassisce. In essa agiscono forze che sono di natura eterica, che danno vita alla morta materia. Tuttavia l’uomo, accanto al suo corpo fisico e al suo corpo eterico ha anche un altro membro costitutivo del suo essere e cioè quello che comunemente si chiama “anima”. Questo membro, che nella terminologia della scienza dello spirito antroposofica viene chiamato “corpo astrale”, agisce soprattutto sul sistema nervoso, portando ad espressione (hervorbringen) le sensazioni, i sentimenti che l’uomo prova in sé e dalle quali, in certi casi con troppa frequenza, si lascia guidare. Con questo membro siamo al gradino dell’animale. L’animale possiede a differenza della pianta anche il corpo astrale, che rappresenta il suo membro più alto. Egli prova delle sensazioni che manifesta all’esterno. E infine c’è l’uomo che ha anche un quarto membro che lo innalza al di sopra del regno animale: è l’Io . Con l’Io l’uomo ha una chiara coscienza di se stesso, può concepire se stesso e il mondo in maniera pensante. Questo “Io” si può anche definire spirito. È di questo spirito che si tratta quando ci confrontiamo con la malattia della demenza, perché nel nome de-menza è nascosta la parola spirito (mens).
Corpo fisico visibile
Eterico, Astrale, Io invisibili membra spirituali
La medicina al momento è alla febbrile ricerca di possibili terapie della malattia della demenza e si occupa anche della ricerca delle cause. Ci sono stati dei piccoli successi che riguardano la scoperta di mezzi che rallentano il processo degenerativo (ABBAUPROZESS) della malattia della demenza, ma di fatto con l’aiuto della medicina accademica e delle scienze naturali più recenti (HERKOMMLICHEN) non si è ancora riusciti a scoprire né cosa provoca questa malattia né con quali mezzi possa essere trattata. Ci si continua a porre la domanda del perché tutto questo processo avvenga. Questo vale soprattutto per la maggior parte delle malattie incurabili. Perché una cellula degenera fino al punto che ci si ammala di cancro? Certo, ci sono dei fattori di rischio, ma muoiono anche persone che non erano state sottoposte a nessuno di questi fattori. Perché una persona viene contagiata dall’influenza e un’altra che aveva lo stesso contatto intenso con il malato no? Perché in un determinato giorno si rimane in cinta e in un altro no? Gli “HARTGESOTTENEN” scienziati potrebbero rispondere che dipende da determinate condizioni della materia. Ma di nuovo allora si può porre la domanda: perché nel giorno in cui si rimane in cinta si verificano certe condizioni?
Con queste domande sul perché delle cose ci si ricorderà di una scena tipica durante gli anni del liceo, in una lezione di Fisica, quando si trattava di spiegare il movimento dei pianeti intorno al sole con l’aiuto di corpi che galleggiavano sull’acqua, i quali venivano messi in rotazione con l’ausilio di un bastone o di un cucchiaio. La rappresentazione della forza centrifuga ci potrà apparire sicuramente illuminante, tuttavia – amano chiedersi alcuni alunni che nel senso migliore della parola vengono definiti ingenui (naiv) – chi è che nello spazio planetario si preoccupa di dare quel primo colpetto? Chi tiene in mano il bastone o il cucchiaio? Certi insegnanti parlano allora dell’URKNALL, e qualche alunno preferisce non pronunciare la domanda che di nuovo si agita nel suo animo: Chi è responsabile di questo URKNALL? Così non ci deve sorprendere il fatto che i più grandi scienziati del nostro tempo, soprattutto fisici, ultimamente siano giunti al concetto di Dio. Questo concetto di Dio si rivela solo a colui che riconosce lo spirituale invisibile come causa degli effetti visibili materiali.
Chi si è procurato una visione dell’essere umano raffinata e quindi ZUTREFFENDER, come gli permette di fare la scienza dello spirito, accetterà come plausibile che anche i rapporti spirituali devono essere tenuti presenti per poter valutare gli eventi materiali. Si mostra che quegli scienziati, che considerano gli uomini come prodotto di una “lotteria dei geni condizionati dal caso” e pongono al posto dell’animico – spirituale della natura umana una degenerazione materiale condizionata dal caso difficilmente potranno giungere alla comprensione delle cause della malattia della demenza. Se non si tengono in considerazione le parti costitutive spirituali dell’essere umano non sarà possibile scoprire le cause della malattia e si resterà fermi al trattamento dei sintomi; e questo non rappresenta nessuna guarigione. Molti metodi della medicina ufficiale, che si fondano su un’immagine dell’uomo mutilata “VERSTUMMELTES” agiscono con i loro mezzi in maniera oppressiva. Questa parola è molto azzeccata per l’evento che si verifica nell’uomo quanto viene trattato con tali mezzi. Poiché di fatto ciò che si vuole e si deve esprimere attraverso la malattia viene re presso, viene pressato verso il basso.
L’essenza della malattia ha la sua causa, e dunque il suo motivo e scopo nello spirito, anziché venir curata viene spinta nei livelli più profondi dell’essere umano, e il destino o karma , che in questa malattia doveva compiersi viene rinviato ad un periodo successivo, forse addirittura ad una successiva rincarnazione. Naturalmente una tale malattia repressa si manifesterà (AUSPRAGEN) in maniera ancora più evidente alla successiva occasione.
Il riconoscimento dello spirito nell’essere umano e nell’essere del mondo riesce molto difficile alla nostra cultura odierna. Chi parla di queste cose viene spesso solo deriso dai saggi della scienza. A riguardo c’è un esempio semplice e osservabile quotidianamente che mostra come la materia senza lo spirito non potrà mai esistere: è la morte. A niente altro si può leggere in modo più reale l’effetto dello spirito. Ogni giorno un uomo nelle nostre vicinanze lascia la sua custodia (HULLE) fisica. Chi una volta nella sua vita ha assistito un moribondo, sarà stato testimone di questo grande momento: la persona che noi abbiamo conosciuto lascia la sua dimora fisica. Allora diventa chiaro che prima noi non abbiamo amato l’uomo fisico e che il fisico di questo uomo in realtà è solo la forma di parvenza terrena che l’uomo vero ha assunto; perché ora il fisico sta sul letto di morte, ma questo non è più l’uomo vero e proprio. Il vero uomo, cioè quello spirituale è in un altro luogo, è entrato in un altro mondo, nel quale non ha più bisogno di un corpo fisico. In fondo dovrebbe poterlo compiere (NACHVOLLZIEHEN) ogni uomo: solo se lo spirituale dell’uomo è presente nel corpo fisico, lo compenetra e agisce attraverso di lui, il corpo fisico può andare a passeggio. Nel momento in cui lo spirituale dell’uomo esce dallo strumento fisico, questo rimane inutilizzabile e rigido (ERSTARRT).
Una simile osservazione si può fare con l’uomo dormiente. Nel sonno lo spirito e l’anima, ossia l’io ed il corpo astrale, lasciano il corpo fisico e migrano nel mondo dello spirito. Tuttavia rimane ancora il corpo vitale collegato con la custodia fisica, perché le funzioni organiche durante il sonno non vengono meno (BEEINTRACHTIGT). Ciononostante l’uomo, quando il suo spirito si trova nel mondo spirituale, non può andare in giro, ma rimane sdraiato nel suo letto e dorme. Non appena lo spirito la mattina rientra nell’involucro fisico, l’uomo può nuovamente alzarsi e dirigere le sue membra nello spazio. Se l’uomo passa attraverso la porta della morte allora il suo spirito non ritorna nel suo involucro fisico. Ma, tuttavia, non si dissolve nel nulla. Vive nella sua patria spirituale fino a quando un giorno si reincarnerà in un nuovo corpo fisico. Questo pensiero ci rivela il mistero dell’impulso del Christo. “Io sono la Resurrezione e la Vita” dice il Christo a Martha . Christo è l’IO SONO, che viene donato a ciascuno di noi. Questo IO, il quarto membro costitutivo è quello spirito dell’essere umano di cui si parlava prima, è la nostra propria Individualità, e questa vera individualità è UNVERWESLICH, è immortale. L’Io è con ciò la “Risurrezione”, perché supera la morte, in quanto si eleva dal corpo materiale VERWESEND (perituro) e intatto (UNBESCHADET) entra nella sua patria spirituale e in questo senso è “LA VITA” in sé.
L’uomo è dunque un essere spirituale, che durante il suo soggiorno sulla terra abita un involucro materiale, che viene costruito sotto la guida di esseri dello spirito superiori . Se si considera l’uomo come un tale essere, come di fatto è, cioè composto di quattro diverse membra, allora sarà possibile fare delle affermazioni relative all’essere umano anche senza aver conseguito una laurea in medicina. Per mezzo della scienza dello spirito antroposofica si può giungere alla conoscenza della natura corporea dell’essere umano senza sezionarlo.
Alla luce dell’esempio dello stato di sonno si può vedere che le membra dell’essere umano possono attraversare diversi stadi, che tutto l’essere umano è “mobile”. Anche durante una malattia le diverse membra dell’uomo sono in movimento; avviene qualcosa di insolito in loro (nicht alltagliches). Se noi riconosceremo che l’essere umano è compenetrato e rafforzato da azioni spirituali, allora si avrà dato un contributo scientifico alla conoscenza dell’uomo. D’altra parte si può capire perché la medicina ufficiale, nonostante i suoi numerosi progressi che nessuno mette qui in discussione, non riesca ad andare avanti in questo campo e non riesca neanche a rispondere a molte domande sull’origine della malattia. Se non si riesce a giungere alle cause della malattia si deve rimanere fermi al trattamento dei sintomi.
Poiché è un essere spirituale con un corpo fisico, è necessario smettere di cercare le cause della malattia nel fisico e iniziare a vedere i sintomi che si presentano sul fisico causati da un’azione spirituale e quindi bisogna ricercare gli effetti che hanno sulle membra spirituali dell’essere umano.
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